PIANO DI COMUNICAZIONE E MARKETING

In un mondo di offerte così ricco e diversificato, non basta fare bene: occorre saperlo comunicare. E’ importante per distinguersi, fidelizzare le persone, misurarsi con la concorrenza, far parlare di sé innescando un virtuoso passaparola che faccia da cassa di risonanza delle nostre attività. Molti sono gli strumenti a disposizione. Bisogna scegliere e sfruttare quelli più adatti a noi.

  • Durata:
    da 1 a 3 anni
  • Numero di partecipanti:
    almeno 3
  • Grado di difficioltà:
    difficile
  • Materiali:
    non specificato.

Fase 1

Individua le tue risorse, sia economiche che umane. Conoscere il proprio budget è fondamentale, ma ricorda che se tu hai l’obiettivo di far parlare di te, ci sono molti che hanno bisogno di trovare notizie di cui parlare (giornalisti, blogger, esperti, …). Bisogna attrarre il loro interesse. Come? Comunicando su notizie su temi che attraggono il pubblico. Ci sono molte attività comunicative che puoi fare a costo zero, a patto che ciò che tu vuoi sia rilevante per altri oltre che per la tua azienda. Per attrarre l’attenzione non basta saper fare: bisogna far parlare di sé.

Fase 2

Mezzi di comunicazione: un’ampia scelta.

Per una comunicazione efficace occorre prima di tutto scegliere quale canale è il più adatto per il tipo di informazione che si vuole diffondere. I principali canali sono raggruppabili in due grandi box:

– tradizionale: carta stampa, radio, partecipazione a eventi;

– innovativo: siti web specializzati e portali social.

Premessa fondamentale è comunque la costruzione di un proprio sito web e/o di una pagina Facebook istituzionale. Assicurati che siano vive: peggio che non avere una pagina Facebook , c’è una pagina non aggiornata.

Fase 3

Mezzi di comunicazione tradizionali.

Presuppongono una fase preparatoria di networking, ovvero gestione delle reti di contatti. Queste si possono costruire informalmente, partecipando agli eventi giusti, anche in qualità di spettatori, oppure formali, inviando materiali e informazioni a testate giornalistiche e radiofoniche per stimolare la loro curiosità verso le attività che si compiono.

Per quanto attiene agli eventi, invece, è consigliabile di promuovere collaborazioni con i vari enti istituzionali che operano nel territorio dei CEAS.

Fase 4

Mezzi di comunicazione innovativi.

Quando si parla di social media, si pensa a Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin. In realtà ciascuno ha le proprie caratteristiche: per non sprecare risorse scegli quello che meglio raggiunge il target dei vostri destinatari. In ogni caso tutti presuppongono una comunicazione agile caratterizzata da:

– brevità: mai snocciolare tutta la notizia nel post. Basta un titolo che acchiappa l’attenzione e 2-3 righe di commento. Meglio rimandare a un link per gli approfondimenti;

– linguaggio semplice, corretto e sintetico.

– un’immagine emblematica;

– uso di hashtag.

Fase 5

E la comunicazione interna? E’ fondamentale che all’interno dell’organizzazione tutti i membri siano informati di cosa succede: sono loro i primi a veicolare le informazioni e a tenere gli occhi aperti su cosa fa la concorrenza. Conoscere le strategie in corso e le progettazioni in atto aiuta a stimolare una maggiore intraprendenza e partecipazione. Due strumenti immancabili sono:

– la rassegna stampa che selezioni le notizie di interesse che arrivano da fuori;

– un cloud di documenti condivisi in modo che ciascuno possa accedere sempre alla versione più aggiornata.

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