IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO

Il dilemma del prigioniero prova che, se ogni individuo agisce pensando al proprio interesse si ottiene un risultato collettivo peggiore di quello che si otterrebbe attraverso la cooperazione tra individui. Si può utilizzare questo schema in contesti di educazione ambientale come paradigma dell’agire ecologicamente orientato.

  • Durata:
    20 minuti.
  • Numero di partecipanti:
    almeno 2 per fare l’esperimento. Gli altri osservano e poi commentano.
  • Grado di difficoltà:
    facile.
  • Materiali:
    nessuno.

Fase 1

Senza anticipare la finalità del gioco, l’animatore/facilitatore sceglie due persone tra i partecipanti. Spiega che loro rappresentano due criminali. Sono stati arrestati e messi in due celle separate. Due investigatori li stanno interrogando separatamente affinché confessino un crimine maggiore che i poliziotti non sarebbero in grado di provare (es. un omicidio), mentre sono in grado di provarne uno minore (es. una rapina).

Fase 2

Descritto il contesto, ovvero le premesse, ciascuno dei due partecipanti/criminali viene posto davanti a due opzioni: confessare l’accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:

  • Se uno solo dei due incolpa l’altro, l’accusatore viene rilasciato (0 anni), l’accusato avrà il massimo della pena (20 anni).
  • Se nessuno dei due parla, saranno entrambi accusati della pena minore (5 anni).
  • Se tutte e due si accusano a vicenda, entrambi sconteranno una pena intermedia (10 anni) .

Fase 3

Mentre i due partecipanti/criminali riflettono, anche il resto del gruppo è invitato a fare altrettanto. Ciascuno è chiamato a fare una scelta interiore tra le due opzioni, consapevole degli effetti che ciascuna avrà e con l’incognita di ciò che faranno gli altri. I due prigionieri coopereranno per ridurre al minimo la condanna di entrambi o uno dei due tradirà l’altro per minimizzare la propria? Quale comportamento ci si aspetta che adottino e, in seconda battuta, quale comportamento conviene loro adottare?

Fase 4

E’ il momento della verità.

Se entrambi si denunciano, ciascuno si fa 10 anni di carcere, ma se nessuno denuncia l’altro, scelta che si può compiere solo mettendosi nei panni dell’altro, ciascuno se ne fa 5. Il dilemma del prigioniero evidenzia quindi, se ogni individuo agisce pensando al proprio interesse si ottiene un risultato collettivo peggiore di quello che si otterrebbe attraverso la cooperazione tra individui. In altre parole il prigioniero dovrebbe vedere il problema dal punto di vista dell’altro e mentre lo fa dovrebbe vedere se stesso intento a decidere.

Nota

Lo stesso esperimento può essere fatto prendendo in considerazione le scelte individuali di trasporto privato in relazione a quelle della collettività: se ogni individuo opera nel suo interesse, ovvero non vuole faticare pedalando, avrà nel suo ambiente un alto tasso di inquinamento atmosferico, ma poiché l’ambiente è un bene pubblico il degrado ambientale si riflette anche su coloro che non traggono direttamente beneficio dal suo “consumo”.

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