SPAZIO SPOT

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In questa attività, adatta a partecipanti di età superiore ai 12 anni, ogni squadra ha 20 minuti a disposizione in cui dovrà inventare, scrivere e registrare una pubblicità da 60 secondi. Il consiglio è di assegnare un tema per la promozione di comportamenti responsabili verso la natura, l’ambiente, gli altri. E’ un gioco che stimola la creatività, il lavoro di squadra, la pianificazione del tempo.

  • Durata:
    45 minuti.
  • Numero di partecipanti:
    da 8 a n, purché divisi in gruppi di almeno 4 persone.
  • Grado di difficoltà:
    difficile.
  • Materiali:
    uno smartphone e una scatola/cesto con abiti o accessori, fogli id carta e pennarelli per ogni gruppo.

Fase 1

L’animatore divide i partecipanti in gruppi e fornisce loro i materiali necessari a girare lo spot. Assegna un tema. Si può scegliere un oggetto, oppure un ambito più “impegnato” come inquinamento, riciclo, razzismo, spreco, surriscaldamento del pianeta, … o far esercitare gli ospiti con un messaggio elettorale o con in invito a sostenere una buona causa scelta liberamente dal gruppo. Sta all’organizzatore tarare la richiesta sulla tipologia ed età dei partecipanti o sugli obiettivi didattici della visita.

Fase 2

Iniziano i 20 minuti. Le opzioni per approcciare la creazione dello spot sono due:

  • fin dall’inizio i componenti della squadra si spartiscono i ruoli: costumista, regista, attore, autore …) e procedono rispettando quel che ciascun esperto decide;
  • tutti i componenti lavorano insieme all’ideazione dello spot e poi scelgono attori e regista.

L’animatore dovrà monitorare i comportamenti dei partecipanti e prendere appunti sui momenti di difficoltà riscontrati, sull’approccio più efficace rispetto ai vincoli (tema, tempo,…). Le sue osservazioni saranno confrontate con le impressioni dei partecipanti.

Fase 3

Dopo 15 minuti l’animatore avvisa che mancano 5 minuti alla consegna del video e suggerisce di fare più tentativi perché lo spot deve avere una durata di 60 secondi, quel che c’è oltre verrà tagliato. I gruppi iniziano le riprese, meglio se in spazi diversi o almeno distanti per evitare interferenze e sovrapposizioni durante la registrazione. Quando sono trascorsi i 20 minuti, l’animatore chiede i video e li trasferisce sul pc per proiettarli.

Fase 3

Finalmente arriva la gratificazione di vedere il proprio lavoro sul grande schermo, seguita da un’intervista ai protagonisti sia da parte dei componenti degli altri gruppi che da parte dell’animatore o di altri ospiti.

Nota

Una variante può essere quella di nominare una commissione esterna che vota lo spot più efficace, quello più divertente, quello più originale o più provocatorio. A voi la scelta!

PROGETTARE ESPERIENZE COINVOLGENTI

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Anche il museo può essere il luogo in cui sperimentare nuovi modi per imparare e fare esperienza. E’ un infinito archivio di collegamenti tra idee, storie e temi che scaturiscono dalle collezioni esposte. Esso rappresenta un patrimonio ricchissimo per stabilire uno scambio fertile e ispirato con i temi del presente. Viverlo in maniera partecipativa significa sostare il focus dagli oggetti ai soggetti.

  • Durata:
    1 ora.
  • Numero di partecipanti:
    almeno 1.
  • Grado di difficioltà:
    media.
  • Materiali:
    nessuno.

Come produrre un’esperienza autentica?

Occorre fare leva su due aspetti esperienziali della visita:

– l’esperienza razionale – intellettuale/astratta – che porta a “capire”;

– l’esperienza sensoriale – corporea/concreta – che porta a “sentire”.

Questa ultima, in genere, è sottovalutata, con la conseguenza di lasciare il museo con un’esperienza e una comprensione parziale della visita.

E se, oltre alla vista e all’udito, coinvolgessimo più ampiamente il nostro corpo?

L’approccio che pone il corpo al centro dell’esperienza è la chiave per recuperare la dimensione profonda del “sentire”, contrapposta a quella cognitivo-relazionale del “pensare”. Ciascuno di noi è una globalità fatta di corpo, pensieri, emozioni, memorie, … Tutto questo rappresenta la complessità del nostro essere ed è attraverso questa complessità che noi siamo capaci di leggere il mondo.

Cosa s’intende per coinvolgimento del corpo in una visita al museo?

Significa partire dal corpo dei partecipanti per costruire spazi di incontro e di conoscenza. La parola inglese “embodiment” esprime bene il concetto di cognizione incarnata, incorporazione: coinvolgere il corpo aiuta a impersonare la conoscenza. D’altronde usiamo dire che per conoscere qualcosa, conoscerla nel profondo abbiamo bisogno di sperimentarla, di viverla.

Come usare quindi il corpo per sperimentare una conoscenza più profonda?

Imparando a coinvolgere i sensi in maniera dinamica: il movimento al museo è la risposta alla natura statica delle opere esposte. Il movimento è la prima azione per conoscere e ambientarsi in un luogo. Il primo movimento è aprire gli occhi. Ma il movimento non è solo quello del corpo: c’è il movimento dei pensieri, il movimento delle emozioni. Così l’esperienza del museo diventa uno spazio per un cambiamento individuale e sociale e non solo di trasmissione/acquisizione di conoscenza.

PROCESSI EDUCATIVI: DALLA PROGETTAZIONE ALLA VALUTAZIONE

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Fare formazione significa intervenire in maniera finalizzata sulla cultura professionale e personale degli individui. Risultato atteso di un percorso formativo è l’apprendimento.

Il ciclo della formazione può essere suddiviso in fasi: analisi dei fabbisogni formativi, elaborazione del piano formativo, erogazione della formazione e valutazione del percorso.

  • Durata:
    dipende dall’obiettivo, dai discenti e dai risultati attesi
  • Numero di partecipanti:
    da 5 a 25.
  • Grado di difficoltà:
    medio.
  • Materiali:
    vari, in dipendenza del tema, della durata e del metodo.

Fase 1

ANALISI DEI FABBISOGNI FORMATIVI E DEL CONTESTO

Viene effettuata per conoscere le caratteristiche, i bisogni, le risorse del contesto geografico, demografico, sociale, culturale ed economico a cui è destinato il progetto il progetto formativo. E’ un processo conoscitivo che permette di:

  • Ottenere una visione d’insieme del contesto nel quale si svilupperà.
  • Conoscere le realtà presenti nel territorio per valutare le eventuali sinergie.
  • Verificare i vincoli e le opportunità offerte dall’ambiente di riferimento.
  • Capire quali sono gli aspetti a cui dedicare maggiore spazio.

Fase 2

DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI

Gli obiettivi si distinguono in due tipologie:

  • OBIETTIVI FORMATIVI: definiscono il cambiamento che si dovrebbe realizzare al termine dell’intervento formativo.
  • OBIETTIVI DIDATTICI: individuano traguardi intermedi di apprendimento, legati agli ambiti tematici del percorso formativo.

Fase 3

PROGRAMMAZIONE, OVVERO ELABORAZIONE DI UN PIANO FORMATIVO

In questa fase vengono definite le risorse e i mezzi necessari per realizzare in progetto. I contenuti da sviluppare devono generare i seguenti documenti guida:

  • Contenuti delle attività da realizzare e responsabili di ciascuna attività.
  • Piano temporale delle attività concepito come Diagramma di Gantt.
  • Piano Economico e Finanziario.

Questi documenti, oltre che garantire una visione complessiva del progetto formativo, sono alla base delle fasi di monitoraggio e valutazione.

Fase 4

EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE

La fase di realizzazione inizia quando il promotore o i suoi partner approvano il piano dettagliato di progetto e assegnano le risorse per l’esecuzione delle attività.

La fase di erogazione segue il piano delle. attività o lo adatta a imprevisti o mutate esigenze

Fase 5

VALUTAZIONE DELLA FORMAZIONE: obiettivi

La fase di valutazione del progetto è essenziale per verificare la coerenza tra risultati attesi e risultati raggiunti, capire se ci sono differenze e perché. Si concentra sui seguenti aspetti:

  • GRADIMENTO: IN ITINERE ED EX POST. Valuta la qualità percepita del «servizio» formazione da parte di chi ha fruito.
  • APPRENDIMENTO: IN ITINERE ED EX POST.Valuta la corrispondenza tra obiettivi e risultati del percorso formativo o di sue unità.
  • IMPATTO: EX POST NEL MEDIO PERIODO. Valuta i cambiamenti che il processo formativo ha generato.

Fase 5.1

VALUTAZIONE DELLA FORMAZIONE: strumenti

La valutazione deve essere imparziale e corretta. Pertanto occorre individuare degli indicatori misurabili e chiari, in fase di pianificazione delle attività. Gli strumenti per valutare l’apprendimento e il gradimento si basano rispettivamente su test a risposta chiusa, prove pratiche o questionari con livelli di soddisfazione predefiniti. Altre formule, come colloqui e interviste, sono utilizzati, ma soprattutto per valutare l’impatto nel medio periodo del progetto formativo.

NOTA:

Per un approfondimento sulle caratteristiche del diagramma di Gantt  e per un tutorial sulla creazione con Excel si rinvia al link sottostante, ma ce ne sono molti altri in rete ugualmente validi.

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DI UN PROGETTO

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Il monitoraggio e la valutazione delle attività sono indispensabili per tenere sotto controllo e verificare di un progetto. Durante l’esecuzione servono a capire se si procede in modo coerente rispetto al programma e ad aggiustare la rotta; alla fine delle attività, servono a fare un bilancio delle risorse investite rispetto alla qualità dei risultati raggiunti. Nel medio periodo servono a valutare l’impatto sui destinatari.

  • Durata:
    pari a quella almeno quella della implementazione del progetto.
  • Numero di partecipanti:
    le persone coinvolte nel progetto.
  • Grado di difficoltà:
    difficile.
  • Materiali:
    almeno un foglio di calcolo o una tabella elettronica..

Contenuti generali del Piano di monitoraggio e valutazione.

Il piano deve prevedere un’attività di monitoraggio costante e interventi valutativi che saranno realizzati in momenti prestabiliti, nell’ambito di ciascuna attività del percorso.  I risultati del monitoraggio e degli interventi di valutazione saranno periodicamente elaborati e presentati in report distinti, confrontando i dati reali con le baseline di ciascuna attività e con gli obiettivi/risultati specifici attesi.

Definizione degli elementi oggetto di monitoraggio e valutazione.

L’impianto valutativo si propone di rilevare i seguenti elementi per ciascuna attività:

– Fattori di contenuto (area apprendimento): i risultati di apprendimento raggiunti in termini di livello di sviluppo di capacità e competenze da parte dei partecipanti, specifiche per ciascun’attività;

– Fattori di  processo (area  soddisfazione  e  gradimento): il  processo  di  apprendimento, ossia l’andamento di tutti gli aspetti “soggettivi”, che possono ostacolare o favorire lo sviluppo delle competenze e influire più o meno direttamente sull’efficacia del progetto stesso.

Gli indicatori: una scelta fondamentale.

Per rilevare le informazioni che possono descrivere l’andamento delle attività, si esegue una misurazione sulla base degli indicatori di risultato. Affinché la misurazione sia obiettiva, è necessario che gli indicatori scelti siano coerenti, significativi e misurabili. Per ciascuno di essi deve essere indicato quindi un “misuratore” e un valore atteso, rispetto al quale possa essere stimata l’efficacia del percorso progettato. Per misurare il coinvolgimento della comunità nella vita dei parchi si può scegliere come indicatore il numero di partecipanti alle iniziative, o il numero di feste/passeggiate.

Strumenti per il monitoraggio e la valutazione.

Per tutte le attività essere impiegati i seguenti strumenti di monitoraggio:

1. Registro giornaliero.

2. Registro mensile.

3. Questionario di valutazione finale.

4. Report attività: da compilare a cura del docente per gruppo in itinere (a metà percorso) e a conclusione dell’attività.

Ai fini dell’attività di valutazione finale e della costruzione di un questionario di valutazione delle competenze acquisite dai partecipanti è necessario che i partner/le risorse che si occupano delle attività, producano 5 domande a risposta multipla sui contenuti oggetto del percorso.

GREEN PUBLIC PROCUREMENT: LE FASI DELLA PROCEDURA

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Le norme europee e nazionali in materia di appalti pubblici prevedono che siano adottate misure per l’integrazione delle esigenze di sostenibilità ambientale nelle procedure di appalto. Di seguito sono riportate le modalità per introdurre considerazioni di carattere ambientale, al fine di trasformare un bando tradizionale in un bando verde.

  • Durata:
    attività permanente.
  • Numero di partecipanti:
    1/2 persone dedicate.
  • Grado di difficoltà:
    difficile.
  • Materiali:
    normativa e archivi condivisi di buone pratiche.

Fase 1

DEFINIRE L’OGGETTO DELL’APPALTO

È importante che emerga chiaramente l’intenzione di acquistare un bene/servizio a basso impatto ambientale. ATTENZIONE: la definizione del contenuto non deve essere discriminatoria, ovvero non deve essere contraria ai principi del Trattato della Comunità Europea.

Alcuni esempi di definizione chiara dell’oggetto dell appalto: “Progettazione di un edificio amministrativo con basso consumo di energia”; “Pulizia degli edifici con prodotti ecologici”; “Uso di autobus elettrici per il trasporto pubblico”.

Fase 2

INSERIRE LE SPECIFICHE TECNICHE

I criteri ambientali per ogni specifica tecnica possono riguardare:

  • Il ricorso a particolari materiali di base o primari (per esempio l’utilizzo di vetro riciclato nella fabbricazione di finestre).
  • La prescrizione di un particolare procedimento di produzione (per esempio l’utilizzo di alimenti biologici per le mense scolastiche).
  • Le certificazioni di marchi ecologici. I criteri ambientali possono rifarsi a criteri già esistenti e definiti nelle etichette ambientali volontarie (ad esempio l’Ecolabel Europeo, l’Angelo Azzurro, il Cigno Bianco, FSC di prodotto ecc.).

Fase 3

SELEZIONE DEI CANDIDATI

Può essere caratterizzata sotto il profilo ambientale la CAPACITATECNICA del concorrente Per esempio si può richiedere tra gli elementi premianti:

  • un’esperienza specifica in materia ambientale per la costruzione di un impianto di trattamento rifiuti;
  • adesione volontaria a sistemi di gestione ambientale,

(Ciò è consentito solo qualora il requisito descritto abbia un rapporto diretto con l’oggetto dell’appalto e riguardi strumenti, attrezzature e apparecchiature adeguate per l’esecuzione dell’appalto; misure per garantire la qualità del servizio) .

Fase 4

ESECUZIONE DELL’APPALTO

Anche in questa fase è possibile orientarsi verso scelte sostenibili introducendo criteri ambientali che riguardino per esempio:

  • modalità di consegna ed imballaggio delle merci;
  • modalità di smaltimento/recupero dei prodotti e/o degli imballaggi;
  • modalità di trasporto.

(A titolo di esempio, per la realizzazione del servizio di pulizia, possono essere richiesti: il recupero, riutilizzo o smaltimento appropriato dei materiali di imballaggio e dei prodotti usati da parte del fornitore; la consegna di prodotti in forma concentrata e la loro diluizione sul luogo di impiego).  

Fase 5

AGGIUDICAZIONE DELL’APPALTO

L’appalto può ancora essere giudicato al prezzo più basso, ma in questo caso i criteri ambientali sono definiti solo nelle specifiche tecniche e sono vincolanti. Se si ricorre all’aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa occorre prevedere un punteggio aggiuntivo che premi le caratteristiche ambientali di un prodotto/servizio, oltre ai criteri ambientali inseriti nelle specifiche tecniche.  

GREEN PUBLIC PROCUREMENT: INQUADRAMENTO GENERALE

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È l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita.

  • Durata:
    attività permanente.
  • Numero di partecipanti:
    1/2 persone dedicate.
  • Grado di difficoltà:
    difficile.
  • Materiali:
    normativa e archivi condivisi di buone pratiche.

Fase 1

CRITERI AMBIENTALI MINIMI-CAM

Sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo l’intero ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

In Italia il D.lgs. 50/2016 “Codice degli appalti” (modificato dal D.lgs 56/2017), ne ha reso obbligatoria l’applicazione da parte di tutte le stazioni appaltanti.

Fase 2

OBIETTIVI AMBIENTALI STRATEGICI DEI GPP

La strategia GPP a livello italiano intende incidere su alcune problematiche ambientali di carattere generale e ritenute particolarmente rilevanti nel nostro contesto. Si tratta di:

  • Efficienza e risparmio nell’uso delle risorse, in particolare dell’energia e conseguente riduzione delle emissioni di CO2.
  • Riduzione dell’uso di sostanze pericolose.
  • Riduzione quantitativa dei rifiuti prodotti.

Fase 3

COME SI INSERISCONO I CAM NELLA PROCEDURA DI GARA

I CAM devono essere introdotti nel ciclo di gara tra le specifiche tecniche come Criteri di base vincolanti (che non danno quindi punteggio); ma possono essere introdotti anche tra le specifiche tecniche premianti come criteri non vincolanti che permettono invece di acquisire punti. Naturalmente i CAM non precludono la facoltà di aggiungere ulteriori criteri o di renderli più stringenti.

Fase 4

IN QUALI CASI SI APPLICANO I CAM

Esistono CAM già in vigore, CAM in corso di adozione e CAM in via di definizione.

Il Piano D’Azione Nazionale sul Green Public Procurement  (PAN GPP) rinvia ad appositi decreti del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, per l’individuazione dei CAM per gli acquisti e le forniture relativi alle seguenti categorie merceologiche: 

  • Arredi
  • Edilizia
  • Gestione dei rifiuti
  • Servizi urbani e al territorio
  • Servizi energetici
  • Elettronica
  • Prodotti tessili e calzature
  • Cancelleria
  • Ristorazione
  • Servizi di gestione degli edifici
  • Trasporti 

Fase 5

CRITERI SOCIALI NEGLI APPALTI PUBBLICI

Introducendo questi criteri  nelle procedure di gara, le Pubbliche Amministrazioni superano l’approccio basato esclusivamente sui requisiti economici e valutano anche l’impatto sociale. Attraverso gli appalti pubblici socialmente responsabili, le PA promuovono le opportunità di occupazione, il lavoro dignitoso e l’inclusione sociale.

La “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici” scaricabile al link in calce alla scheda, fornisce indicazioni operative per tenere conto degli aspetti sociali nella definizione dei bandi di gara, in caso di appalto di fornitura, di prestazione di servizi e di appalto di lavori.

Fase 6

COSA DICE IL CODICE DEGLI APPALTI : D.LGS 18 APRILE 2016, n. 50

Art. 34 – Criteri di sostenibilità energetica e ambientale

CAM obbligatori

Art. 50 – Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi

Divieto del prezzo più basso nei servizi ad alta intensità di manodopera

Art. 69 – Etichettature, per le caratteristiche ambientali e sociali

Etichettature ambientali come strumento esclusivo di conformità

Art. 87 – Certificazione della qualità ambientale degli operatori

SGA come criterio di selezione dei candidati

Art. 96 – Valutazione del costo lungo il Ciclo di Vita (LCC)

NOTE

Per ulteriori approfondimenti e riferimenti normativi esaustivi si consiglia di visitare

Il sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

https://www.minambiente.it/pagina/i-criteri-ambientali-minimi#3

Per scaricare la «Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici»; https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/GPP/GUDMxALL.pdf

COME COSTRUIRE UN BUDGET.

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Il budget è la rappresentazione economica e finanziaria delle attività previste in un progetto. La necessità di avere chiaro il budget e saperlo gestire, significa assicurare al progetto la sostenibilità economica e finanziaria che permette la realizzazione delle attività e il raggiungimento degli obiettivi.

  • Durata:
    durata del progetto
  • Numero di partecipanti:
    1/2 persone dedicate.
  • Grado di difficoltà:
    difficile.
  • Materiali:
    normativa, disciplinare del bando che finanzia il progetto, uno o più fogli elettronici.

Fase 1

Per costruire un budget per un progetto occorre riferirsi solo ai costi ammissibili (Eligible costs). Questi sono sono sempre elencati, ovviamente non in via esaustiva, nel bando di riferimento. La prima cosa da fare è quindi leggere attentamente le linee guida del bando (Financial Guidelines for applicant).

Fase 2

La costruzione del budget e delle sue voci deve essere impostata da subito. La sua stesura finale è spesso rimandata: ma una frettolosa chiusura può comportare problemi nella realizzazione delle attività. Predisponi da subito un foglio elettronico strutturato che tenga conto del fatto che Il budget è diviso in due categorie: Costi (o uscite) e Ricavi (o entrate) e che I costi sono divisi in Costi diretti e Costi indiretti. Per avere un quadro più leggibile, si possono raggruppare le voci in categorie di costo, replicando lo schema proposto dal bando.

Fase 3

Per preparare un budget dettagliato e affidabile è necessario conoscere perfettamente le varie fasi delle attività previste nel progetto. La raccolta delle informazioni è quindi una tappa cruciale. Si può iniziare partendo dall’analisi di progetti similari ed esperienze passate. Lo scopo è quello di far coincidere quanto previsto nel progetto con le voci della sua rappresentazione economico-finanziaria (il budget, appunto).

Fase 4

Per ogni attività definisci, supportato dalle categorie di costi ammissibili, le singole voci di costo che incidono sul costo totale di quell’attività. Se hai dubbi sull’ammissibilità di costi, fai richiesta ufficiale di chiarimenti usando i contatti o le modalità sempre specificati nei bandi. Ricorda di coinvolgere i Partner nella valutazione dei costi che possono variare da paese a paese o tra aziende diverse.

Fase 5

Controlla il budget costantemente. Aggiornalo e condividi eventuali modifiche da apportare. Zero è il risultato che deve dare alla fine il totale delle entrate con il totale delle uscite, compreso il co-finanziamento. Questo si combina con i principi contabili ma soprattutto con la regola categorica che, il Progetto da finanziare, NON deve produrre profitti.

Nota:

Fai attenzione all’I.V.A. (V.A.T. in inglese): tutti i costi del budget possono essere comprensivi di IVA nel caso in cui per chi sostiene la spesa l’IVA sia un costo non recuperabile.